Permeabilità all’aria infissi e perché conta più di quanto pensi

Permeabilità all'aria infissi

Se c’è una cosa che “rovina” la percezione di qualità di una finestra, spesso non è il vetro… ma lo spiffero. La permeabilità all’aria è proprio questo: quanto un serramento, da chiuso, riesce davvero a bloccare il passaggio d’aria.

Ed è un tema più importante di quanto sembri: incide su comfort, bolletta, rumorosità e, in molti casi, anche su condensa e muffa nei punti più critici.

Cos’è la permeabilità all’aria 

La permeabilità all’aria di un infisso indica la sua capacità di impedire il passaggio dell’aria quando è chiuso: in pratica misura quanto il serramento è ermetico. Più “tiene”, meno aria passa, meno spifferi senti.

A disciplinare questa prestazione troviamo la UNI EN 1026 (metodo di prova) e la UNI EN 12207 (classificazione dei serramenti), che dividono gli infissi in 5 classi, dalla 0 alla 4.

  • Classe 0: finestra non testata. (da evitare);
  • Classe 1: la finestra lascia passare molta aria anche a pressioni basse. (è il tipico vecchio infisso in legno che si muove con il vento);
  • Classe 2: prestazione mediocre;
  • Classe 3: buon livello. È lo standard minimo che dovresti accettare per una ristrutturazione moderna. Tiene bene fino a pressioni di 600 Pa (simile a un vento molto forte);
  • Classe 4: l'eccellenza. La finestra è quasi perfettamente ermetica. Ha perdite d'aria minime anche sotto forte stress.

👉 In pratica: più alta è la classe, migliore è la tenuta all’aria. A mio parere un buon serramento dovrebbe essere almeno di classe 3, meglio se di classe 4.

Classi di permeabilità all’aria (UNI EN 12207)

I valori indicano quanta aria passa a 100 Pa (pressione di prova) e la pressione massima a cui il serramento viene testato.

Classe Portata d’aria a 100 Pa (m³/h·m²) Pressione massima di prova (Pa)
0 Non sottoposto a prova
1 50 150
2 27 300
3 9 600
4 3 600

Perché conta e cosa verificare

💡 Perché conta ✅ Cosa verificare in pratica
  • Comfort reale: niente spifferi e niente “freddo addosso” vicino alla finestra.
  • Efficienza: se l’aria entra/esce, riscaldamento e climatizzazione lavorano di più.
  • Acustica: una finestra che “sfiata” spesso peggiora anche la resa ai rumori.
  • Condensa e muffa: non è l’unico fattore, ma influisce sugli equilibri nei punti critici.
  • Classe dichiarata: chiedi la scheda tecnica o dichiarazione prestazionale.
  • Posa: sigillature e tenuta dei giunti fanno la differenza.
  • Regolazioni e ferramenta: un’anta fuori registro riduce la compressione delle guarnizioni.
  • Guarnizioni: qualità, continuità e corretta compressione (senza “punti molli”).
  • Cassonetti e passaggi impianti: spesso sono loro i veri punti deboli dello spiffero.

Blower Door Test: quando la tenuta si misura sul serio

Fin qui abbiamo parlato della permeabilità del singolo serramento. Se però vuoi capire quanto “tiene” tutta la casa (infissi, cassonetti, impianti, giunti, attraversamenti), esiste una prova molto chiara: il Blower Door Test.

Si monta una ventola calibrata su un infisso e si mette l’edificio in depressione o sovrapressione (spesso a 50 Pa). Si misura quanta aria serve per mantenere quella differenza: il test restituisce un valore (ad esempio n50) e, soprattutto, aiuta a individuare i punti reali di perdita.

Esempio di come viene effettuato un blower door test
👉 Nota pratica: in ristrutturazioni “profonde” (cappotto, VMC, ecc.) è uno dei modi migliori per verificare che la casa sia davvero chiusa ermeticamente e ottenere certificazioni importanti come quella di una "casa passiva".

Conclusione

La permeabilità all’aria è una prestazione “silenziosa”: non la noti quando è fatta bene, ma la senti eccome quando è fatta male. Se devo lasciarti un criterio pratico, è questo: punta almeno alla classe 3 (meglio 4) e cura la posa e i punti critici (es. cassonetti).

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