Materiali per posa in opera: nastri termoespandenti o schiuma poliuretanica? Silicone o MS polimero?

Hai scelto il serramento perfetto: triplo vetro, PVC di ultima generazione, finitura elegante. Ma c’è una verità tecnica che spesso viene ignorata: una finestra eccellente posata con i materiali sbagliati nei punti sbagliati diventa un problema.

Se nel preventivo leggi genericamente “materiali di consumo”, è il momento di alzare la mano e chiedere dettagli. Perché usare una schiuma dove andrebbe un nastro, o usare un nastro termoespandente dove servirebbe un butile, significa invitare l’acqua a entrare in casa.

👉 Idea chiave: nella posa qualificata non esiste “un prodotto unico”. Esiste un sistema: ogni materiale ha un punto preciso dove va usato.

1) I nastri termoespandenti: non ne esiste uno solo

Dire “nastro termoespandente” è troppo generico. In una posa qualificata, progettata secondo criteri coerenti con la UNI 11673, si usano materiali diversi per svolgere funzioni precise. Non sono intercambiabili.

A) Nastro per la tenuta esterna (BG1)

Questo nastro si posiziona solitamente sulla battuta esterna del muro o del controtelaio.

  • A cosa serve: è la prima barriera. Deve fermare la pioggia battente, anche con vento forte, (garantendo in linea generale una tenuta pari o superiore a 600 Pa) e proteggere dai raggi UV.
  • Caratteristica chiave: deve essere traspirante (aperto alla diffusione del vapore), per non intrappolare umidità nel giunto di posa.

B) Nastro multifunzione (il “tutto in uno”)

È il cuore della posa moderna. Si applica direttamente sul telaio della finestra prima di inserirla nel vano murario.

A cosa serve: fa il lavoro di tre prodotti in uno solo grazie a diversi strati funzionali:

  • Lato interno: più denso, limita il passaggio dell’aria umida di casa e lavora come freno al vapore, seguendo la regola della posa: “più chiuso dentro, più aperto fuori”.
  • Parte centrale: isola dal freddo e dai rumori (isolamento termo-acustico).
  • Lato esterno: respinge la pioggia ma lascia uscire il vapore.
👉 Tradotto: il nastro multifunzione gestisce freno vapore, isolamento termo-acustico e tenuta all'acqua in un unico prodotto (valido per tutto il perimetro, tranne la base). La schiuma poliuretanica elastica per serramenti può certamente essere usata per riempire il giunto, ma non basta da sola: non fermando l'acqua e non facendo da freno vapore, dovrà sempre essere protetta e accoppiata a un nastro BG1 all'esterno e a una sigillatura specifica all'interno.

2) Il “quarto lato”: dove l’acqua non perdona

Il lato inferiore della finestra (la soglia) è il punto più critico: qui l’acqua ristagna e, se trova una via, entra.

👉 Attenzione: qui NON si usa il nastro autoespandente standard. Non è progettato per l'acqua stagnante: se la pioggia si ferma sulla soglia, il nastro la lascerà passare portando infiltrazioni e umidità dentro casa.

Per sigillare correttamente il quarto lato (inferiore) si usano due soluzioni specifiche:

Soluzione A: nastro butilico

È un nastro adesivo speciale composto da butile (gomma sintetica), spesso rivestito da tessuto-non-tessuto.

  • Come lavora: è totalmente impermeabile sia all’acqua che al vapore. Grazie alla sua parte autoadesiva, si applica direttamente sulla superficie orizzontale (soglia di marmo o quarto lato del controtelaio, costituito da materiale isolante come EPS e purenit), risvoltandolo in verticale sulle spalle laterali e sigillando con attenzione raccordi e angoli.
  • Vantaggio: crea una “vasca” a tenuta stagna: anche se l’acqua supera la prima barriera, il butile le impedisce di scendere nel muro.

Soluzione B: MS Polimero

Se non si usa il butile (o in abbinamento ad esso per le rifiniture), l’MS Polimero è il re dei sigillanti per il quarto lato.

  • Come lavora: a differenza del silicone, aderisce molto bene anche su superfici cementizie e non perfettamente asciutte ed è molto più durevole nel tempo, avendo la peculiarità di essere molto elastico.
  • Risultato: crea una barriera elastica e impermeabile tra il telaio e la soglia/marmo.

3) Sigillature a vista: silicone o MS Polimero?

Una volta fissata la finestra, bisogna rifinire le fessure tra finestra e muro interno o tra coprifili e parete. Qui la differenza tra materiali è enorme.

  • Silicone acetico? ❌ No: odore pungente, non è verniciabile e ha scarsa adesione sui materiali edili porosi (muro).
  • Silicone neutro? ✅ Sì, ma: va bene su vetro/metallo, però non è verniciabile (la pittura tende a ritirarsi).
  • MS Polimero? ✅ La scelta migliore: adesivo-sigillante ibrido, verniciabile, molto tenace ed elastico nel tempo.

Tabella rapida: dove usare cosa?

Zona ✅ Materiale corretto 🚫 Materiale sbagliato
Perimetro (spalle / traverso superiore) Nastro multifunzione o schiuma elastica protetta (BG1 esterno + freno vapore) Schiuma generica usata da sola o “silicone ovunque”
Battuta esterna Nastro BG1 (anti-pioggia traspirante) Silicone o cemento
Quarto lato (soglia inferiore) Nastro butilico o MS Polimero Nastro autoespandente standard: non adatto ai ristagni d’acqua
Finiture interne (muro/telaio) MS Polimero (verniciabile) Silicone acetico

Conclusione

La posa in opera non è un dettaglio secondario: è ciò che determina se una finestra funzionerà bene davvero, nel tempo. Puoi avere un serramento di alta qualità, ma se nei punti critici vengono usati materiali sbagliati o soluzioni “veloci”, prima o poi arrivano i problemi: spifferi, infiltrazioni, muffe o lavori da rifare.

Il concetto più importante è semplice: ogni zona ha bisogno del suo materiale giusto. Non esiste un prodotto “magico” che va bene ovunque. La differenza sta nell’approccio: chi lavora bene segue una logica precisa (dettata dalla norma UNI 11673) e chiude ogni punto debole, soprattutto nel lato inferiore, dove l’acqua non perdona.

Per questo, quando valuti un preventivo, non fermarti alla frase “materiali di consumo inclusi”. Chiedi cosa verrà usato e dove. È un’attenzione in più oggi che può evitarti grandi problemi domani.

Riferimenti tecnici e approfondimenti

Per la redazione di questo articolo sono stati considerati riferimenti normativi e documentazioni tecniche utili per interpretare progettazione ed esecuzione dei giunti di posa, caratteristiche dei nastri autoespandenti, impermeabilizzazione del lato inferiore e requisiti dei sigillanti impiegati lungo il perimetro dei serramenti. La scelta dei materiali deve sempre essere verificata in base al tipo di giunto, ai supporti presenti, all’esposizione e alle indicazioni riportate nelle schede tecniche dei singoli prodotti.

Autore
Dott. Alessandro Roncarati

Dott. Alessandro Roncarati

Autore di Serramenti Senza Sorprese

Il Dott. Alessandro Roncarati, laureato in Economia e Management presso l’Università degli studi di Ferrara, è l’autore di Serramenti Senza Sorprese, progetto editoriale dedicato all’informazione sul mondo dei serramenti.

Attraverso guide e approfondimenti, il blog tratta temi legati a materiali, vetri, sicurezza, posa in opera, prestazioni energetiche, materiali, incentivi e criteri di scelta, con l’obiettivo di offrire contenuti chiari, originali e utili.

Gli articoli sono pensati per aiutare lettori, privati e committenti a comprendere meglio aspetti tecnici, differenze tra soluzioni e valutazioni pratiche prima di scegliere nuovi serramenti.

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