Resistenza al carico del vento nei serramenti: cos’è, come si misura e cosa significano A1...C5

Hai mai visto il vetro di una grande finestra tremare durante un temporale forte? Quella vibrazione è il serramento che sta combattendo contro la pressione del vento. La resistenza al carico del vento è il parametro che ci dice quanto la finestra è robusta strutturalmente.

Non si tratta solo di evitare che il vetro si rompa. Una finestra che si flette troppo sotto la spinta del vento rischia di deformarsi in modo permanente, rovinare le guarnizioni e, nei casi peggiori, sganciarsi dai cardini. In questo articolo vediamo come leggere le sigle che identificano la resistenza al carico del vento della finestra (ad esempio C3 o B4) per capire cosa stiamo acquistando.

Prova di resistenza al carico di vento: norme e fasi

La prova di resistenza al carico di vento è obbligatoria secondo la norma UNI EN 12210 e valida indipendentemente dalla classe ottenuta. Questo test, di natura distruttiva, viene eseguito seguendo le procedure indicate nella UNI EN 12211 e si articola in tre fasi distinte:

  • P1 (deformazione): misurazione della deformazione massima nei punti più critici del serramento, come la metà dell’altezza del montante centrale, sotto pressioni e depressioni. Tradotto, si applica una forte pressione per vedere quanto la finestra si imbarca. Qui si decide la lettera (A, B o C);
  • P2 (fatica): verifica della resistenza generale del serramento attraverso 50 cicli alternati di pressioni positive (spinta) e negative (risucchio). Serve a simulare le raffiche ripetute di un temporale;
  • P3 (sicurezza): test della capacità del serramento di non diventare pericoloso in seguito a una pressione estrema, sia negativa che positiva, applicata per un breve intervallo di tempo. L'obiettivo qui non è che la finestra rimanga perfetta, ma che non si apra, non si stacchi e non esploda. Serve a garantire che, in caso di uragano, il serramento non diventi un proiettile pericoloso.

👉 Nota: al termine della fase P2, il serramento deve essere sottoposto nuovamente alla prova di tenuta all’aria. Infine, la classificazione complessiva di resistenza al vento viene determinata combinando le due classi ottenute durante il test.

Tabella: classi e pressioni di prova (P1, P2, P3)

🏷️ Classe 💨 P1 (Pa) 🔁 P2* (Pa) 🛡️ P3 (Pa) 📝 Note
0 Non sottoposto a prova
1 400 200 600
2 800 400 1200
3 1200 600 1800
4 1600 800 2400
5 2000 1000 3000
Exxxx** xxxx xxxx è la pressione reale di prova
👉 Note:
* Pressione ripetuta 50 volte.
** xxxx è la pressione reale di prova.

Criteri di superamento del test

Il test si considera superato se, al termine delle prove P1 e P2, il campione non presenta difetti visibili, mantiene un buon funzionamento e i valori ottenuti nella prova di tenuta all'aria non superano del 20% il limite massimo di pressione previsto per la classe precedentemente determinata. Inoltre, al termine della prova P3, il serramento non deve mostrare distacchi di parti. In questo caso, la classe testata corrisponde alla classe di carico del vento effettiva del serramento campione.

In seguito, la classe di deformazione viene definita sulla base delle misurazioni effettuate durante la prova P1.

La lettera (A – B – C): la rigidità del telaio

Indica quanto il telaio si è "piegato" (deformato) sotto quella spinta. Qui, al contrario di quanto si pensi spesso, la A non è il voto migliore.

  • Classe A (freccia relativa frontale < 1/150): il telaio si flette molto (è più elastico/debole).

  • Classe B (freccia relativa frontale < 1/200): flessione del telaio media.

  • Classe C (freccia relativa frontale < 1/300): il telaio si flette pochissimo (è più rigido e robusto).

👉 In sintesi: una finestra in classe C5 è un "bunker" (regge venti fortissimi e non si piega). Una finestra in classe A1 è adatta solo a situazioni molto protette.

Alla fine, la classificazione complessiva di resistenza al vento del serramento campione viene determinata combinando le due classi ottenute durante le prove.

Le 15 classi di resistenza (combinazione pressione + deformazione)

Incrociando la rigidità (lettere) con la forza del vento (numeri), otteniamo la tabella completa delle prestazioni:
💨 Classe di pressione del vento 🅰️ A 🅱️ B 🧱 C
1 A1 B1 C1
2 A2 B2 C2
3 A3 B3 C3
4 A4 B4 C4
5 A5 B5 C5

Quale classe ti serve davvero?

Non serve sempre una classe C5. La scelta dipende da dove abiti:

  • Villetta a piano terra in città: una classe B2 o B3 può essere sufficiente (c'è meno vento diretto).

  • Attico al 10° piano o casa fronte mare: qui il vento colpisce duro. Serve assolutamente una classe alta, idealmente C3, C4 o superiore.

  • Grandi Vetrate: più il vetro è grande, più la spinta del vento è forte. Su grandi scorrevoli, pretendere una classe C (alta rigidità) è fondamentale per evitare che il vetro tocchi il telaio o si rompa.

Conclusione

La resistenza al carico del vento non è solo un dato tecnico per ingegneri, è la garanzia che la tua finestra non ti "tradirà" durante un temporale. Quando guardi il preventivo, cerca la combinazione lettera-numero: una buona finestra residenziale dovrebbe assestarsi almeno sulla classe B3 (o C3 per dimensioni molto grandi).

Ricorda: un serramento che flette troppo (classe A) magari non si rompe, ma sotto sforzo potrebbe deformarsi abbastanza da far passare aria e acqua, rovinando il comfort di casa tua.

Autore
Dott. Alessandro Roncarati

Dott. Alessandro Roncarati

Autore di Serramenti Senza Sorprese

Il Dott. Alessandro Roncarati, laureato in Economia e Management presso l’Università degli studi di Ferrara, è l’autore di Serramenti Senza Sorprese, progetto editoriale dedicato all’informazione sul mondo dei serramenti.

Attraverso guide e approfondimenti, il blog tratta temi legati a materiali, vetri, sicurezza, posa in opera, prestazioni energetiche, materiali, incentivi e criteri di scelta, con l’obiettivo di offrire contenuti chiari, originali e utili.

Gli articoli sono pensati per aiutare lettori, privati e committenti a comprendere meglio aspetti tecnici, differenze tra soluzioni e valutazioni pratiche prima di scegliere nuovi serramenti.

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