Infissi e Decreto Requisiti Minimi 2026: nuovi limiti, bonus e preventivi
Il panorama normativo sull'efficienza energetica degli edifici sta cambiando. Il nuovo aggiornamento del Decreto Requisiti Minimi entra in vigore dal 3 giugno 2026 e aggiorna il quadro tecnico da rispettare per edifici nuovi, ristrutturazioni importanti e interventi di riqualificazione energetica.
Per chi deve sostituire gli infissi, però, il punto non è fare allarmismo: non c’è una rivoluzione totale dei valori di trasmittanza. Il vero cambiamento è che il serramento va letto sempre di più come parte di un sistema: finestra, posa, ponti termici, fattore solare, schermature e documentazione tecnica.
Cosa cambia davvero dal 3 giugno 2026
Il nuovo Decreto Requisiti Minimi aggiorna il precedente quadro del 2015. Per gli infissi, la conseguenza più importante è che non basta più ragionare sul solo vetro o sulla frase commerciale “serramento performante”: bisogna verificare il comportamento della finestra completa e il suo rapporto con l’involucro edilizio.
Questo significa controllare il valore Uw, la zona climatica, il fattore solare, la presenza di schermature, la gestione dei ponti termici e la qualità della posa. Il serramento non lavora da solo: lavora insieme a muro, controtelaio, davanzale, cassonetto e sistema di installazione.
Limiti di trasmittanza: attenzione alla zona climatica
Il parametro principale resta la trasmittanza termica. Per la finestra completa si parla di Uw, espresso in W/m2K.
I valori limite non sono uguali in tutta Italia, ma cambiano in base alla zona climatica.
- Zone climatiche A e B: 3,00 W/m2K;
- Zona climatica C: 2,00 W/m2K;
- Zona climatica D: 1,80 W/m2K;
- Zona climatica E: 1,40 W/m2K;
- Zona climatica F: 1,10 W/m2K.
Il dettaglio importante è questo: per la zona climatica F il nuovo valore diventa 1,10 W/m2K, mentre nel precedente riferimento era 1,00 W/m2K. Quindi non siamo davanti a un irrigidimento generalizzato dei limiti sugli infissi: in questo caso specifico il valore diventa leggermente meno severo.
Requisiti minimi, Bonus Casa ed Ecobonus: non confonderli
Qui nasce l’equivoco più frequente. I requisiti minimi di legge, il Bonus Casa e l’Ecobonus non sono la stessa cosa. Una finestra può rispettare il requisito minimo edilizio, ma non essere automaticamente idonea per l’Ecobonus se non rispetta i limiti più severi richiesti da quella specifica agevolazione.
Per l’Ecobonus, i valori di trasmittanza da rispettare per la sostituzione di finestre comprensive di infissi sono quelli dell’Allegato E del D.M. 6 agosto 2020: 2,60 W/m2K per le zone A-B, 1,75 per la zona C, 1,67 per la zona D, 1,30 per la zona E e 1,00 per la zona F.
Per il Bonus Casa, invece, il ragionamento è diverso: l’intervento rientra nel recupero edilizio e, quando comporta risparmio energetico (Ecobonus), richiede obbligatoriamente la comunicazione ENEA. Per questo non bisogna dare per scontato che Bonus Casa ed Ecobonus abbiano sempre la stessa logica tecnica, gli stessi limiti o gli stessi documenti da conservare.
Il falso mito: “servirà sempre il triplo vetro”
Una delle paure più diffuse è che i nuovi requisiti rendano obbligatorio il triplo vetro in ogni casa. Non è così. Il triplo vetro può essere utile o necessario in zone fredde, su serramenti molto grandi o quando si vogliono prestazioni molto spinte, ma la conformità non dipende solo dal numero di lastre.
Contano anche il telaio, la canalina della vetrocamera, il gas isolante, la qualità del profilo, la dimensione della finestra e il metodo di calcolo usato dal produttore. La domanda corretta non è “doppio o triplo vetro?”, ma: qual è il valore Uw del serramento completo?
Fattore solare: non conta solo l’inverno
Il decreto non guarda soltanto al freddo invernale. Una casa efficiente deve anche limitare il surriscaldamento estivo. Per questo entra in gioco il fattore di trasmissione solare totale, spesso indicato come gtot.
Per i componenti finestrati con orientamento da Est a Ovest passando per Sud, il valore del fattore solare totale del sistema vetro + schermatura deve rispettare il limite 0,35, quando ricorrono le condizioni previste dal decreto. Questo non significa che il vetro selettivo sia sempre obbligatorio: il limite può essere rispettato anche con schermature come tapparelle, frangisole, persiane o sistemi oscuranti adeguati.
Ristrutturazione importante o semplice sostituzione?
Non tutti gli interventi sugli infissi ricadono nello stesso livello di verifica. Se l’intervento riguarda una parte importante dell’involucro edilizio, per esempio oltre il 25% della superficie disperdente, si può entrare nel campo delle ristrutturazioni importanti. In quel caso le verifiche diventano più ampie e riguardano l’edificio nel suo complesso.
Se invece si tratta della sola sostituzione degli infissi, di norma si ragiona nell’ambito della riqualificazione energetica o dell’intervento specifico sulle chiusure trasparenti. Anche qui, però, i valori tecnici devono essere rispettati e il preventivo deve indicare chiaramente che cosa viene installato.
Ponti termici, condensa e foro finestra
Il punto più sottovalutato resta il foro finestra. Puoi avere un serramento con ottimo valore Uw, ma se viene installato su un vecchio controtelaio metallico, su un davanzale passante in marmo o sotto un cassonetto non isolato, una parte importante della prestazione può andare persa.
Il motivo è semplice: il serramento nuovo isola, ma tutto ciò che gli sta intorno può continuare a disperdere. Il vecchio controtelaio in ferro conduce il freddo, il marmo passante porta la temperatura esterna verso l’interno e il cassonetto non isolato può diventare una vera “ferita termica” sopra la finestra.
Il problema non è solo “sentire freddo”. Un nodo di posa debole può creare dispersioni, superfici fredde, rischio di condensa, muffa e peggioramento del comfort. Con serramenti sempre più performanti, il punto debole spesso si sposta dal vetro al contorno: spallette, davanzali, cassonetti e vecchi controtelai.
Per questo il nuovo approccio tecnico non può limitarsi a dire “metto una finestra migliore”. Bisogna chiedersi dove verrà posata, su che supporto verrà fissata, come verrà isolato il perimetro e se il quarto lato sotto il serramento verrà trattato correttamente.
Posa in opera: il punto dove si vince o si perde la prestazione
La posa in opera è il passaggio che trasforma il serramento “da laboratorio” in una finestra realmente funzionante dentro casa. In laboratorio il serramento viene testato in condizioni controllate; in cantiere, invece, deve lavorare dentro un foro reale, con muri spesso irregolari, vecchi controtelai, davanzali passanti, cassonetti esistenti e ponti termici da gestire.
Ecco perché non basta scrivere nel preventivo “montaggio incluso”. Una posa corretta deve indicare materiali, fissaggi, sigillature, isolamento del giunto e gestione dei punti critici. Nastri, membrane, schiume elastiche, sigillanti e supporti isolanti non sono dettagli estetici: sono ciò che permette alla finestra di mantenere nel tempo le prestazioni dichiarate.
Il riferimento tecnico da tenere presente è la UNI 11673-1, che riguarda la progettazione del nodo di posa. In pratica, la posa non dovrebbe essere improvvisata in cantiere, ma pensata prima: dove si posiziona il serramento, come si sigilla il lato interno, come si protegge il lato esterno, come si interrompono i ponti termici e come si garantisce la continuità dell’isolamento.
Cosa chiedere nel preventivo
Alla luce del nuovo Decreto Requisiti Minimi, un preventivo dovrebbe essere più chiaro di una semplice lista di finestre e prezzi. Prima di firmare, chiedi almeno:
- Valore Uw della finestra completa;
- Zona climatica di riferimento;
- Bonus fiscale scelto: Bonus Casa o Ecobonus;
- Valore Uw richiesto per il bonus che vuoi usare;
- Verifica del fattore solare per le esposizioni da Est a Ovest passando per Sud;
- Tipo di vetro: basso emissivo, selettivo o altra composizione;
- Tipo di canalina della vetrocamera;
- Gestione delle schermature: tapparelle, frangisole, persiane o altri sistemi;
- Gestione del vecchio controtelaio;
- Gestione del davanzale, soprattutto se è passante;
- Isolamento del cassonetto, se presente;
- Materiali e metodo di posa;
- Documentazione tecnica del serramento e dichiarazioni prestazionali.
Conclusione
L’entrata in vigore del nuovo Decreto Requisiti Minimi non significa che tutti i serramenti economici spariranno dal mercato. Significa però che i prodotti poco documentati, configurati al minimo e posati senza attenzione diventeranno sempre più difficili da giustificare.
Il mercato si sposterà sempre di più verso serramenti con valori dichiarati, vetri scelti in base all’esposizione, canaline più performanti, posa progettata e maggiore attenzione ai ponti termici. Comprare oggi un serramento senza chiedere Uw, fattore solare, bonus utilizzato, gestione del nodo di posa e documentazione tecnica significa esporsi al rischio di acquistare un prodotto debole sul piano prestazionale.
Il consiglio “Senza Sorprese” è semplice: prima di procedere con un acquisto, chiedi al fornitore una configurazione coerente con i requisiti tecnici, con la tua zona climatica, con l’esposizione reale delle finestre e con il bonus che vuoi utilizzare. La progettazione del foro finestra non è più un dettaglio: è una parte centrale della conformità tecnica, del comfort e del valore futuro della casa.
Fonti consultate
Per la redazione di questa guida sono state consultate fonti normative e tecniche relative ai requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici, ai limiti di trasmittanza, alle detrazioni fiscali e alla posa in opera dei serramenti.
- Gazzetta Ufficiale – D.M. 28 ottobre 2025, aggiornamento del Decreto Requisiti Minimi
- Gazzetta Ufficiale – D.M. 26 giugno 2015, requisiti minimi degli edifici
- Gazzetta Ufficiale – D.M. 6 agosto 2020, requisiti tecnici per le detrazioni fiscali
- ENEA – Detrazioni fiscali per efficienza energetica e Bonus Casa
- ENEA – Portale Bonus Fiscali per l’invio delle pratiche
- UNI – UNI 11673-1, posa in opera dei serramenti
- UNI – UNI EN 14351-1, norma di prodotto per finestre e porte esterne pedonali




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