Infissi e aria pulita: cos'è la certificazione VOC (e perché la classe A+ è importante)

Quando scegliamo i serramenti, siamo ossessionati da quanto isolano dal freddo e dai rumori. Giustissimo. Ma c'è un paradosso nelle case moderne: più le rendiamo ermetiche per risparmiare energia, meno ricambio d'aria c'è. Se portiamo dentro casa materiali che rilasciano sostanze chimiche "invisibili", rischiamo di creare una camera a gas a bassa intensità.

Qui entra in gioco la certificazione VOC. È un parametro che non incide sulla bolletta, ma sulla tua salute e su quella dei tuoi figli. In questo articolo scopriamo cos'è, come leggere l'etichetta (dalla A+ alla C) e perché dovresti pretenderla anche se in Italia non è sempre obbligatoria.

Cos’è la certificazione VOC (e cosa misura)

La certificazione VOC (Volatile Organic Compounds) valuta la quantità di composti organici volatili che un prodotto può rilasciare nell’aria degli ambienti interni e lo colloca su una scala di merito:

  • Classe A+: emissioni molto basse (prodotto eccellente);
  • Classe A: emissioni basse;
  • Classe B: emissioni medie;
  • Classe C: emissioni alte (prodotto da evitare in interni).

Il principio è simile a quello delle classi energetiche: più “alta” è la classe, più il prodotto è virtuoso sulle emissioni.

Perché è importante (salute e comfort)

Potresti pensare: "Ma la finestra è solida (legno, PVC, alluminio), mica evapora!". Vero, ma ci sono tre fattori da considerare:

  • Le vernici (sul legno): le finestre in legno necessitano di impregnanti e vernici. Se non sono rigorosamente all'acqua e certificate, possono rilasciare nell'ambiente residui di solventi e formaldeide per anni;
  • Il PVC (sulla plastica): un infisso in PVC di bassa qualità o riciclato senza i dovuti controlli chimici potrebbe contenere stabilizzanti pesanti o rilasciare ftalati;
  • I materiali di posa (il vero pericolo): questo è il punto critico. Spesso compriamo una finestra sana, ma l'installatore la monta usando schiume poliuretaniche e siliconi scadenti che riempiono la casa di VOC. I materiali di sigillatura del giunto di posa (come previsto anche dalla UNI 11673-1) dovrebbero possedere la certificazione a bassissima emissione, come l'etichetta EMICODE EC1 Plus, per garantire che non inquinino l'ambiente domestico.
👉 In pratica: la certificazione VOC non riguarda solo il “serramento” in astratto, ma tutto ciò che può contribuire alle emissioni: finiture, vernici, adesivi, sigillanti e materiali presenti nel prodotto o usati nella posa.
👉 Il dato allarmante: l'aria interna delle nostre case può essere fino a 5 volte più inquinata di quella esterna, proprio a causa dei materiali edili e dell'arredamento.

Italia e Francia: il gap si sta chiudendo (nuovi CAM 2025/2026)

Fino a poco tempo fa, la Francia era molto più avanti, avendo reso obbligatoria l'etichettatura VOC dal 2012. In Italia, il mercato privato era una "giungla" senza obblighi chiari.

Tuttavia, con il Nuovo Decreto CAM Edilizia pubblicato a fine 2025 e con entrata in vigore a febbraio 2026, la musica è cambiata.  Per gli appalti pubblici, il rispetto di limiti più severi sulle emissioni VOC è diventato un riferimento obbligatorio. Anche se per una ristrutturazione privata "standard" non c'è ancora sempre l'obbligo di legge dell'etichetta, i produttori di infissi si stanno adeguando rapidamente a questi nuovi standard. Mentre l'etichetta francese A+ è il riferimento visivo più facile da trovare sui prodotti, i nuovi CAM italiani fissano limiti numerici precisissimi sulle concentrazioni di queste sostanze dopo 28 giorni di test.

👉 In sintesi: oggi chiedere un prodotto certificato VOC (o conforme ai nuovi CAM) non è più un vezzo, ma significa chiedere un prodotto allineato alle normative italiane più recenti e tutelanti.

Quando ha senso chiederla negli infissi? SEMPRE!

Togliamoci dalla testa che la qualità dell'aria sia un problema solo per chi soffre di allergie o per chi ha bambini piccoli. La certificazione VOC (Classe A+) dovrebbe essere pretesa sempre, in qualsiasi preventivo.

Perché? Perché passiamo il 90% del nostro tempo al chiuso (in casa o in ufficio). Anche se non stai facendo una ristrutturazione "passiva" o ermetica, introdurre in casa materiali che rilasciano formaldeide o solventi per anni non ha alcun senso logico. La differenza di costo tra una schiuma di posa inquinante e una certificata A+ è di pochi euro. La differenza sulla qualità dell'aria che respiri ogni notte mentre dormi, invece, è enorme.

Non trattarla come un optional: considerala una dotazione di serie indispensabile, esattamente come pretendi che l'acqua del rubinetto sia potabile.

👉 Nota pratica: se cambi gli infissi rendendo la casa termicamente sigillata, l'aria viziata non esce più. L'ideale è abbinare sempre serramenti certificati VOC A+ all'installazione di un sistema di VMC (Ventilazione Meccanica Controllata), che ricambia e filtra l'aria costantemente senza farti disperdere il calore.

Conclusione

La certificazione VOC è una qualità "invisibile". Non la vedi e non ti fa risparmiare gas. Ma ti assicura che la tua casa ristrutturata sia un luogo sicuro e non un contenitore di inquinanti. Cerca sempre quel bollino A+. È la garanzia che chi ha costruito quell'infisso ha pensato non solo alle prestazioni termiche, ma anche alla tua salute.

Autore
Dott. Alessandro Roncarati

Dott. Alessandro Roncarati

Autore di Serramenti Senza Sorprese

Il Dott. Alessandro Roncarati, laureato in Economia e Management presso l’Università degli studi di Ferrara, è l’autore di Serramenti Senza Sorprese, progetto editoriale dedicato all’informazione sul mondo dei serramenti.

Attraverso guide e approfondimenti, il blog tratta temi legati a materiali, vetri, sicurezza, posa in opera, prestazioni energetiche, materiali, incentivi e criteri di scelta, con l’obiettivo di offrire contenuti chiari, originali e utili.

Gli articoli sono pensati per aiutare lettori, privati e committenti a comprendere meglio aspetti tecnici, differenze tra soluzioni e valutazioni pratiche prima di scegliere nuovi serramenti.

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