Guida al nuovo Conto Termico 3.0: requisiti, interventi ammessi e novità per ottenere il contributo nel 2026
Da quando, a febbraio 2026, è diventato pienamente operativo il nuovo portale del GSE per il Conto Termico 3.0, l’interesse verso questa misura è cresciuto esponenzialmente. Il motivo è semplice: a differenza dei bonus edilizi che prevedono il recupero fiscale in 10 anni, qui si parla di liquidità praticamente immediata.
Sembra il “bonus perfetto”, ma c’è molta confusione. Molti pensano che sia il sostituto universale dell’Ecobonus, valido per qualsiasi lavoro in casa. Purtroppo (o per fortuna) non è così.
In questo articolo analizziamo le novità del nuovo Decreto e capiamo chi può davvero sfruttare questa opportunità e chi, invece, deve rimanere fedele alle detrazioni fiscali classiche.
Cos’è il Conto Termico (e perché è diverso dall’Ecobonus)
Il Conto Termico non è una detrazione fiscale. Non serve avere “capienza IRPEF” e non serve aspettare la dichiarazione dei redditi. È un incentivo in conto capitale: il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) eroga un contributo economico direttamente sul conto corrente del beneficiario, a copertura di una percentuale delle spese sostenute.
L'importo per la PA e gli Enti del Terzo Settore può arrivare fino al 65%; per i privati varia in funzione di parametri tecnici (zona climatica, potenza installata, ecc.).
Le novità della versione “3.0”
La nuova versione del meccanismo ha introdotto cambiamenti sostanziali per renderlo più appetibile.
A) Soglia alzata a 15.000 €
- Novità principale: la soglia per ricevere il contributo in un’unica soluzione (anziché rateizzato) è stata alzata a 15.000 €.
- Tempistiche: pagamento entro circa 90 giorni dalla fine lavori, in caso di contributo sotto soglia.
B) Allargamento della platea
- Inclusi tra i beneficiari ammessi agli interventi sull’involucro anche Enti del Terzo Settore e Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).
C) Digitalizzazione
- Procedure più snelle grazie al nuovo portale, con riduzione dei tempi burocratici di approvazione.
Gli interventi finanziabili
Il Conto Termico finanzia due macro-tipi di interventi, ma non per tutti. La regola pratica è questa: involucro (es: infissi) quasi sempre non per i privati; impianti (es: riscaldamento) sì, anche per i privati.
1. Efficienza energetica (cappotto, finestre, isolamento)
Questi lavori sono incentivabili solo per la Pubblica Amministrazione (PA) e, con le nuove regole, per gli Enti del Terzo Settore.
- Privato cittadino? No: non puoi usare il Conto Termico per cambiare le finestre di casa o fare il cappotto. Per te restano Bonus Casa (incluso il Bonus Sicurezza ed Ecobonus).
- Azienda privata (es. SRL)? Generalmente no, salvo casi particolari di ESCO (Energy Service Company) che operano per la PA.
2. Produzione di energia termica (riscaldamento)
Questi lavori sono aperti a tutti (privati, imprese, PA e terzo settore). Rientrano in questa categoria:
- Sostituzione di vecchi impianti con pompe di calore elettriche o ibride;
- Installazione di caldaie e stufe a biomassa (legna/pellet) con certificazione ambientale adeguata (solitamente 4 o 5 stelle);
- Solare termico (pannelli per l’acqua calda);
- Scaldabagni a pompa di calore.
Tabella riassuntiva Conto Termico 3.0: interventi + soggetti interessati
| Voce | ✅ Chi può usarlo | ⚠️ Nota importante |
|---|---|---|
| Finestre / Cappotto / Involucro | PA + Terzo Settore | Privati: in generale NO → restano le detrazioni (Bonus Casa / Bonus Sicurezza ed Ecobonus) |
| Pompa di calore / Riscaldamento | Tutti (privati, imprese, PA, Terzo Settore) | Spesso conviene se vuoi liquidità rapida invece di recupero in 10 anni |
| Biomassa (stufe/caldaie) | Tutti | Serve certificazione ambientale adeguata (tipicamente 4/5 stelle) |
| Solare termico | Tutti | Intervento tipico del Conto Termico (acqua calda) |
A chi conviene davvero usufruire del Conto Termico 3.0?
Il Conto Termico 3.0 è la soluzione ideale in due casi specifici:
Caso A: il privato che cambia l'impianto di riscaldamento
Se devi sostituire la vecchia caldaia a gas/gasolio o il vecchio camino con una pompa di calore o una stufa a pellet di ultima generazione, il Conto Termico è spesso più interessante rispetto all’Ecobonus 65%. Il vantaggio è che ricevi i soldi in un’unica rata (se sotto soglia), senza bloccare crediti fiscali per 10 anni.
Caso B: associazioni, onlus e PA
Per questi soggetti, il Conto Termico 3.0 può essere estremamente conveniente. Spesso le associazioni non pagano tasse (o ne pagano poche), quindi le detrazioni fiscali per loro sono poco utili. Il Conto Termico permette di riqualificare le sedi (finestre, cappotto, impianti) ricevendo un contributo diretto dal GSE, coprendo spesso oltre la metà della spesa.
Conclusione
Il Conto Termico 3.0 non è una bacchetta magica per ristrutturare casa gratis, ma è uno strumento finanziario molto potente se usato per gli interventi giusti: impianti termici per i privati, riqualificazione più ampia per il No-Profit e la PA.
Se sei un privato e ti propongono il Conto Termico per le finestre, fai attenzione: a meno che tu non stia ristrutturando una sede di un’associazione no-profit (o un soggetto ammesso), probabilmente ti stanno dando un’informazione sbagliata. Se invece devi cambiare la caldaia, vale la pena fare i calcoli: potresti avere una sorpresa positiva sul conto corrente.
Commenti
Posta un commento