Ecobonus 2026: guida pratica a massimali, requisiti e nuove regole per la detrazione dei serramenti

L'Ecobonus 2026 si conferma uno strumento centrale per l'efficientamento e la riqualificazione energetica, accessibile sia per gli immobili residenziali che per quelli produttivi e commerciali. L'accesso alla detrazione è regolato da parametri tecnici specifici che vanno analizzati prima dell'inizio dei lavori. 

In questa guida operativa trovi cosa devi sapere per muoverti senza errori: aliquote 2026, taglio alle detrazioni per redditi alti, massimali di costo al m² e limiti di trasmittanza (Uw) da rispettare per la pratica ENEA.

👉 Idea chiave: l’Ecobonus è spesso la scelta giusta quando l’immobile non è “solo casa” (uffici, negozi, aziende) oppure quando stai facendo una riqualificazione energetica più strutturata. In cambio, richiede più precisione.

Ecobonus 2026: a chi si rivolge?

L’Ecobonus è una detrazione per interventi di efficienza energetica su edifici esistenti. A differenza del Bonus Casa, è quello che permette di agevolare anche immobili non residenziali (es. uffici, negozi, aziende), purché l’immobile sia esistente e riscaldato.

👉 Tradotto in pratica: se stai sostituendo serramenti in un locale commerciale o in un ufficio, l’Ecobonus è spesso la via “giusta” (o l’unica).

L'Ecobonus è poi aperto a una platea molto vasta di contribuenti (residenti e non). Non è necessario essere i "padroni di casa" per scaricare la spesa, l'importante è possedere o detenere l'immobile in base a un titolo idoneo.

Ecco chi può accedere alla detrazione:

  • I proprietari: compresi i nudi proprietari e i titolari di diritti reali (usufrutto, uso, abitazione o superficie).

  • Gli inquilini e comodatari: chi è in affitto o chi vive nella casa in comodato d'uso gratuito (purché, ovviamente, abbiano il consenso del proprietario all'esecuzione dei lavori).

  • I familiari conviventi: può pagare e detrarre anche il familiare che vive con il possessore dell'immobile (coniuge, unito civilmente, parenti entro il 3° grado e affini entro il 2°).

  • I conviventi di fatto: anche il convivente more uxorio (coppie non sposate) ha diritto alla detrazione se sostiene le spese.

👉 Nota pratica: per poter scaricare la spesa, non basta rientrare in una di queste categorie: bisogna intestarsi le fatture ed effettuare i bonifici dal proprio conto corrente. Se sei il convivente ma la fattura è intestata al proprietario (o viceversa), la detrazione si perde.

Aliquote Ecobonus 2026: quanto recuperi

Nel 2026 l’Ecobonus segue le stesse aliquote del bonus casa: 50% per l’abitazione principale e 36% per seconde case e altri immobili. La detrazione si recupera in dichiarazione dei redditi, in 10 quote annuali (serve capienza IRPEF/IRES).

In entrambi i casi, la detrazione si calcola su una spesa massima di 120.000 € per unità immobiliare: significa che l’importo oltre questa soglia non rientra nel bonus.

🏠 Immobile 📌 Aliquota 2026 💶 Spesa massima (per unità) ⏳ Detrazione
Prima casa 50% 120.000 € (per i serramenti) in 10 anni (quote annuali)
Altri immobili
(seconde case,
immobili non residenziali)
36% 120.000 € (per i serramenti) in 10 anni (quote annuali)

Limiti di reddito: cosa cambia sopra i 75.000 €

Come per il 2025, anche nel 2026 può entrare in gioco un tetto complessivo alle spese detraibili legato al reddito. In sostanza: sopra certe soglie, la base su cui calcolare le detrazioni può ridursi (con modulazioni previste dalla normativa).

💰 Reddito complessivo 📌 Base massima 🛈 Nota
Fino a 75.000 € Nessun tetto aggiuntivo Restano i massimali “specifici” dell'ecobonus
75.000–100.000 € 14.000 € (da modulare) La base può variare con i coefficienti familiari previsti*
Oltre 100.000 € 8.000 € (da modulare) La base può variare con i coefficienti familiari previsti*

*Attenzione al coefficiente: questi tetti vengono ridotti ulteriormente se non hai figli:

  • Nessun figlio: il tetto si dimezza (coefficiente 0,5). Es. se guadagni 80.000€ e non hai figli, puoi detrarre massimo 7.000€ (14.000 x 0,5).
  • 1 figlio: coefficiente 0,7.
  • 2 figli: coefficiente 0,85.
  • Più di 2 figli o figli con disabilità: coefficiente 1 (nessun taglio ulteriore).
👉 Attenzione: se sei vicino alle soglie (o hai più detrazioni attive), fai un controllo con CAF/consulente. Con l’Ecobonus, il rischio è fare tutto “perfetto” tecnicamente e poi scoprire che la quota recuperabile si è ridotta.

Serramenti in Ecobonus: due vincoli insieme (costi al m² + limiti Uw)

Mentre nel Bonus Casa puoi comprare una finestra di lusso e detrarla (entro il massimale totale), nell'Ecobonus esiste un prezzo massimo al metro quadro imposto dallo Stato. Se il tuo preventivo supera questi prezzi unitari, l'eccedenza non è detraibile e resta interamente a tuo carico.

I massimali per la fornitura dei soli serramenti (esclusa IVA, posa e opere accessorie) sono:

  • Zone A, B, C (clima caldo/temperato): 660 €/m² (o 780 €/m² se chiusa da oscurante/tapparella).
  • Zone D, E, F (clima freddo): 780 €/m² (o 900 €/m² se chiusa da oscurante/tapparella).
👉 Consiglio operativo: per ogni finestra fai costo fornitura / m². Se sei sopra ai massimali, quella parte la paghi “piena”. E in parallelo controlla che nel preventivo sia indicato Uw (non solo Ug).

Inoltre, l'Ecobonus prevede un ulteriore requisito fondamentale: la capacità minima isolante del serramento, ovvero la sua trasmittanza termica. La trasmittanza termica (Uw) è il valore che misura la quantità di calore che riesce ad attraversare il serramento. In pratica, indica quanto la finestra "disperde": più il numero è basso, più l'infisso è isolante e capace di trattenere il calore all'interno.

I valori da rispettare sono rigorosi (più stringenti rispetto a quelli del Bonus Casa) e dipendono dalla tua zona climatica. Ecco i valori ufficiali per il 2026:

  • Zona A (es. Lampedusa): 2,60 W/m²K;
  • Zona B (es. Catania): 2,60 W/m²K;
  • Zona C (es. Roma): 1,75 W/m²K;
  • Zona D (es. Firenze): 1,67 W/m²K;
  • Zona E (es. Milano): 1,30 W/m²K;
  • Zona F (es. Belluno): 1,00 W/m²K.
👉 Attenzione al dettaglio: sul preventivo controlla sempre il valore Uw (Window = finestra completa) e non solo Ug (Glass = solo vetro). Spesso il vetro è molto performante (es. 1.0), ma se montato su un telaio mediocre, il valore finale Uw potrebbe salire, facendoti perdere il diritto al bonus.

Limiti Uw + costi massimi al m² (validi solo per Ecobonus)

Zona climatica Uw massimo
(W/m²K)
Massimale
solo serramento (€/m²)
Massimale
serramento + oscurante (€/m²)
Esempio
A 2,60 W/m²K 660 €/m² 780 €/m² Lampedusa
B 2,60 W/m²K 660 €/m² 780 €/m² Catania
C 1,75 W/m²K 660 €/m² 780 €/m² Roma
D 1,67 W/m²K 780 €/m² 900 €/m² Firenze
E 1,30 W/m²K 780 €/m² 900 €/m² Milano
F 1,00 W/m²K 780 €/m² 900 €/m² Belluno
👉 Nota tecnica: i massimali €/m² sono al netto di IVA, prestazioni professionali, opere accessorie e manodopera di posa

Burocrazia: pratica ENEA e documenti da conservare

Nell'Ecobonus, la comunicazione all'ENEA non è una semplice notifica statistica, ma il cuore della procedura che valida la tua detrazione.

Ecco i 2 dettagli operativi di cui essere al corrente:

A. La scadenza: la pratica va inviata online entro 90 giorni dalla data di fine lavori o del collaudo.

  • Attenzione: la data di fine lavori non è necessariamente la data dell'ultima fattura, ma quella riportata sul documento di collaudo o sulla dichiarazione di conformità rilasciata dall'installatore. 
👉 Nota giuridica: in dettaglio con l'Ordinanza n. 7657 del 21 marzo 2024 è stato stabilito che l'invio della pratica ENEA ha una finalità puramente statistica e di monitoraggio e non di controllo fiscale; pertanto, la sua omissione o l'invio tardivo non comportano la perdita della detrazione, purché i lavori rispettino i requisiti tecnici e siano regolarmente documentati. Nota bene: questa è un'interpretazione dei giudici (molto utile in caso di contenzioso), ma l'Agenzia delle Entrate potrebbe ancora contestare l'omissione in prima battuta. Quindi, se sei ancora in tempo, inviala sempre!

B. Il "portale" giusto: quando accedi al sito ENEA, troverai due strade. È vietato sbagliare:

  1. Portale "Bonus Casa" (o ristrutturazioni): ⛔ DA EVITARE se usi l'Ecobonus.
  2. Portale "Ecobonus" (efficienza energetica): ✅ È QUELLO GIUSTO. Inserire una pratica Ecobonus nel portale Bonus Casa è un errore formale grave.
👉 Regola d’oro: Ricorda di conservare (per almeno 10 anni) tutti i documenti relativi all'intervento che hai fatto (fatture, bonifici, schede tecniche, asseverazioni se richieste) perché sono quelli che ti "salvano" in caso di controllo.

Documenti da conservare (check pratico)

  • Fatture dettagliate (voce fornitura serramenti separata, se possibile);
  • Bonifici corretti (coerenti con chi detrae);
  • Schede tecniche e dichiarazioni con valore Uw della finestra completa;
  • Ricevuta ENEA (CPID) + copia della scheda descrittiva;
  • Eventuali asseverazioni/relazioni tecniche se richieste dal tuo caso.

Conclusione

L’Ecobonus 2026 non è “per tutti”: tra massimali al m², requisiti Uw e limiti per redditi alti, richiede una precisione che spesso viene sottovalutata. Però resta fondamentale quando l’immobile è non residenziale (uffici/negozi/aziende) o quando l’intervento rientra in una strategia di riqualificazione energetica più ampia.

La differenza tra una detrazione sicura e una detrazione a rischio sta tutta nel metodo: numeri chiari nel preventivo, requisiti tecnici rispettati e pratica ENEA gestita senza improvvisazioni. Con l’Ecobonus, la precisione non è un optional: è l’unico modo per salvare il beneficio.

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