Cambiare gli infissi: come confrontare i preventivi senza farsi ingannare dal prezzo

Hai deciso di cambiare le finestre. Hai chiamato tre aziende diverse, sono venuti i venditori, hanno preso le misure e dopo qualche giorno ti sono arrivati i preventivi via mail.

Apri i file PDF e ti trovi davanti a questa situazione:

  • Preventivo A: 8.500 €
  • Preventivo B: 12.300 €
  • Preventivo C: 15.000 €

Stesse misure, stesso numero di finestre, e in alcuni casi due su tre anche lo stesso marchio. Com’è possibile una differenza di quasi 7.000 euro? Il venditore A ti sta regalando le finestre o il venditore C ti vuole rapinare?

La verità, purtroppo, non è mai nel prezzo finale. La verità è nascosta nelle righe scritte in piccolo. O peggio, in quelle non scritte. In questo articolo ti insegno a leggere un preventivo come farebbe un tecnico, per evitare di comprare gatto per lepre.

Il confronto: preventivo “fuffa” vs preventivo serio

Ecco un esempio pratico della stessa finestra descritta in due modi diversi. Guarda la differenza:

Voce ❌ Preventivo “fuffa” ✅ Preventivo serio
🪟 Vetro “Vetrocamera termico a norma” (non vuol dire nulla) 33.1/16/33.1 Basso Emissivo + canalina calda + Gas Argon (Ug=1.0)
🛠️ Posa “Montaggio incluso” / “Posa a regola d’arte” Posa qualificata 3 livelli: nastri + barriera vapore interna + MS Polimero. In più verifica come viene posata (controtelaio, a muro, ecc.)
📜 Documenti Nessun riferimento (o generico "prodotto a norma") Marcatura CE + DoP (Dichiarazione di Prestazione) obbligatoria
🧩 Accessori “Maniglia standard” Maniglia Hoppe Secustik color argento
🗑️ Smaltimento Non specificato (sorpresa finale) Trasporto e smaltimento in discarica autorizzata con oneri inclusi

Errore n.1: accettare la voce “a corpo”

Questo è il campanello d’allarme numero uno. Se nel preventivo leggi una descrizione generica tipo: “Fornitura e posa in opera di n.5 finestre in PVC bianco e n.2 portefinestre… Totale 10.000€” allora fermati.

👉 Scappa: un preventivo “a corpo” è un assegno in bianco che firmi contro te stesso. Non sai che profili useranno, che vetri monteranno, che maniglie avrai. E se domani ti montano una maniglia da 2 euro, non potrai lamentarti: nel preventivo non era specificato nulla.

Pretendi sempre il prezzo e la descrizione dettagliata per ogni singola voce. È l’unico modo per confrontare davvero due preventivi.

Errore n.2: ignorare la voce “smaltimento”

Scenario tipico: il lavoro è finito e ti ritrovi i vecchi infissi accatastati in garage. Chiedi agli operai: “E questi?” Risposta: “Nel preventivo non c’era lo smaltimento: sono 400€ in più.”

👉 Regola: se non è scritto nero su bianco “Trasporto e smaltimento in discarica autorizzata”, preparati a gestire tu i rifiuti o a pagare un extra a fine lavori.

Lo smaltimento è un costo reale per l’azienda (trasporto, discarica, formulari). Se manca, non è “dimenticanza”: spesso è una scelta per rendere il totale più basso.

Errore n.3: la posa in opera

Qui è dove il preventivo economico vince facile, ma è anche dove tu rischi di più. Devi sapere che la posa incide per il 75% sulle prestazioni della tua nuova finestra. Una finestra mediocre posata bene è meglio di una finestra top di gamma posata male.

Quando vedi una differenza di 1.000 o 2.000 euro sul totale, spesso è perché i due venditori hanno previsto due lavori completamente diversi. Ecco cosa devi controllare:

A) Il metodo: sovrapposizione vs rimozione

  1. La sovrapposizione (da evitare): molti preventivi bassi prevedono di non togliere il vecchio telaio, ma di montarci sopra quello nuovo (incapsulamento). È veloce e costa poco all'azienda, ma per te è un danno:
    • Perdi luce: il vetro si riduce drasticamente (anche 10 cm in meno).
    • Estetica pesante: ti ritrovi con cornici enormi.
    • Ponte termico: un esempio è ritrovarsi con i vecchi telai di ferro che portano solo freddo e muffa attorno al foro finestra.

👉 Nota tecnica: La sovrapposizione è accettabile solo in rarissimi casi di vincoli storici intoccabili, ma nel 99% delle case moderne è solo una scorciatoia per lavorare meno.
  1. La rimozione totale (il lavoro eticamente corretto): un preventivo serio prevede il taglio e la rimozione completa del vecchio infisso e la posa su un nuovo controtelaio termico. Costa di più perché richiede più ore di manodopera, ma è l'unico modo per avere il 100% di luce e isolamento garantito.
Esempio di posa in opera in sovrapposizione da evitare!

B) I materiali: schiuma e silicone vs nastri e polimero

  1. Schiuma e silicone (il vecchio sistema): se il preventivo dice solo "montaggio", useranno la schiuma gialla universale. Costo materiali: 5 euro a finestra. Problema: dopo 3 anni la schiuma si polverizza e il silicone si stacca. Risultato: spifferi e infiltrazioni.
  2. Posa qualificata a 3 Livelli (il sistema garantito): un posatore qualificato usa materiali specifici che costano 10 volte tanto, ma durano 30 anni:

    • Nastri autoespandenti: spugne tecnologiche che sigillano termo-acusticamente i nodi.
    • Polimeri MS: sigillanti che restano elastici per sempre.
    • Barriere vapore: pellicole che impediscono al vapore di infiltrarsi nei giunti di posa ed evitano il fenomeno della condensa attorno alla finestra (e forse anche di muffa).

👉 Tradotto: se nel preventivo leggi solo “Montaggio a regola d’arte”, statisticamente riceverai il montaggio economico. La finestra sarà anche buona, ma tra qualche anno potresti avere spifferi, infiltrazioni e muffa sui bordi.

Errore n.4: il rischio di perdere i bonus fiscali

Un preventivo fatto male non è solo un problema tecnico, ma anche fiscale. Per accedere all’Ecobonus o al Bonus Casa, la fattura (e quindi il preventivo) deve rispettare requisiti precisi.

Se il preventivo è “a corpo” e non distingue il costo della manodopera da quello dei beni significativi, in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate o dell’ENEA, la detrazione può essere revocata. Inoltre, il preventivo deve riportare i valori di trasmittanza termica (Uw) che devono essere inferiori ai limiti di legge della tua zona climatica. Senza questi dati scritti, stai scommettendo con i tuoi soldi.

Le 5 domande da fare PRIMA di firmare

Non guardare solo il totale. Stampa il preventivo, portalo dal venditore e fagli queste 5 domande a bruciapelo. Se esita a rispondere o si rifiuta di scriverlo nero su bianco, ringrazia e saluta.

1. "Che materiali vengono utilizzati per la posa in opera e che tipologia di posa è prevista?" Pretendi che scriva "nastri autoespandenti", "polimero", ecc. Se ti risponde "solo schiuma", stai comprando una finestra che tra 2 anni avrà problemi. Inoltre pretendi che venga specificata la progettazione della posa stessa (es. "posa in opera con rimozione totale del vecchio serramento ed applicazione a muro del nuovo").

2. "Mi fornirete la Marcatura CE e la DoP?" Sono i documenti obbligatori per legge. La DoP (Dichiarazione di Prestazione) è la carta d'identità dell'infisso che certifica i valori (termici, acustici, tenuta all'acqua) testati in laboratorio. Se ti vendono finestre assemblate senza certificazione, stai acquistando un prodotto illegale e non detraibile.

3. "Lo smaltimento include gli oneri di discarica?" Attenzione: "trasporto a rifiuto" non basta. Deve esserci scritto che pagano loro la discarica, altrimenti ti arriverà una fattura a parte o dovrai occupartene tu.

4."In caso di problemi tra 2 anni, chi chiamo?" Se ti risponde "devi chiamare la fabbrica" o ti dà un numero verde generico, lascia perdere. Cerca qualcuno che abbia una squadra interna dedicata all'assistenza. Pretendi inoltre sempre una garanzia scritta (nero su bianco) sia relativamente al prodotto che alla posa in opera stessa.

5. "Posso pagare il saldo DOPO il collaudo finale?" Non saldare mai tutto prima che abbiano finito. Tieniti un margine (almeno il 10-20%) da versare solo dopo che hai controllato che tutto funzioni. È la tua unica assicurazione.

Conclusione

Non esiste il preventivo perfetto, ma esiste quello trasparente. Le finestre sono un investimento che deve durare 30 anni: risparmiare 1.000€ oggi per avere freddo e spifferi domani non è mai un affare.

Il preventivo migliore non è quello con la cifra finale più bassa, ma quello che mette nero su bianco ogni dettaglio, proteggendoti dalle “sorprese” di cantiere.

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