Cassonetti per avvolgibili: meglio a vista o a scomparsa? Guida completa alla scelta
Se stai ristrutturando e pensi che cambiare solo le finestre basti per rendere la casa “efficiente”, devo darti una notizia scomoda: spesso non è così. In molte case con tapparelle, uno dei punti più critici non è l’infisso… ma il cassonetto.
Il cassonetto per avvolgibile può diventare una fonte di dispersione termica, spifferi e rumori. Se è debole, rischi di vanificare parte del lavoro fatto con le finestre, creando anche ponti termici (muffa e condensa). In questo articolo vediamo quali tipi esistono, pro/contro e come scegliere senza commettere errori.
Perché il cassonetto è così importante
Il cassonetto svolge due funzioni principali: ospita l’avvolgibile e dovrebbe contribuire a isolare dal punto di vista termico e acustico. Il problema è che molti cassonetti “vecchi” sono tra i punti più deboli dell’involucro.
Tipologie di cassonetto: a vista e a scomparsa
1) Cassonetti a vista
Sono quelli “classici” visibili dall’interno. In genere possono essere realizzati in:
- PVC (molto diffuso);
- Legno (estetico e comune);
- Alluminio (più raro: spesso costoso e meno “caldo” come resa estetica).
Di solito sono apprezzati perché si installano senza opere murarie importanti e sono facili da ispezionare (spesso frontalmente).
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| Esempio di cassonetto "esterno" in PVC |
Variante “a vista ma integrata”: cassonetti in EPS effetto intonaco
Se non ti piace vedere lo "scatolotto", esistono moderne soluzioni in EPS (polistirene) effetto intonaco. Sono cassonetti esterni che vengono rasati e tinteggiati come il muro: rimangono a vista, ma si mimetizzano perfettamente con la parete. Il risultato è un effetto visivo più “pulito”, spesso scelto quando si vuole un design continuo ma il “vero scomparsa” non è praticabile.
2) Cassonetti a scomparsa (monoblocchi)
Sono cassonetti nascosti nello spessore della muratura e gestiti tramite un controtelaio (monoblocco). Possono essere realizzati in EPS oppure in XPS (polistirene estruso), più compatto e generalmente più performante dal punto di vista termico.
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| Esempio di monoblocco coibentato |
L’ispezione avviene solitamente dal basso (attraverso un celino rimovibile) o tramite un tappo a filo muro tinteggiabile. Se non è possibile, si può prevedere un coperchio interno a filo muro per mantenere l’effetto “scomparsa”. In genere questa soluzione può offrire migliore tenuta all’aria rispetto al cassonetto tradizionale.
Quando il cassonetto a scomparsa può essere complicato
Molti clienti chiedono il cassonetto a scomparsa, ma non sempre è tecnicamente fattibile o conveniente. Ecco gli ostacoli tipici:
- Mancanza di spazio: se sopra la finestra c'è un architrave in cemento armato (la trave che regge il muro), non si può "scavare" per inserire il cassonetto.
- Muri troppo sottili: il monoblocco richiede una certa profondità.
- Costi e opere murarie: installare un monoblocco a scomparsa richiede l'intervento del muratore, demolizioni e smaltimento macerie. È perfetto se stai ristrutturando "a fondo" tutta la casa, meno indicato se vuoi solo sostituire gli infissi in una casa abitata.
Tabella riassuntiva (pro/contro)
| Tipologia | ✅ Pro | ⚠️ Contro |
|---|---|---|
| A vista |
Prezzo spesso contenuto Facilità di ispezione e manutenzione Installazione senza interventi murari importanti |
Design meno “pulito” rispetto allo scomparsa Maggiore permeabilità all’aria (se non ben progettato/posato) |
| A scomparsa (monoblocco) |
Design (cassonetto nascosto) Prestazioni termiche potenzialmente elevate Migliore tenuta all’aria rispetto a molte soluzioni tradizionali |
Non sempre attuabile in ristrutturazione Opere murarie necessarie Ispezione/manutenzione talvolta meno immediata |
Come scegliere bene (checklist veloce)
- Che prestazioni ha il cassonetto? (tenuta all’aria e isolamento: chiedi dati/certificazioni, non “a sensazione”)
- È compatibile con la finestra? (evita squilibri: infisso ottimo + cassonetto scarso)
- Come si ispeziona? (frontale, inferiore, a filo muro… e quanto è pratico davvero)
- Che lavori servono? (serve muratura? controtelaio/monoblocco? tempistiche e costi)
- Come viene gestita la posa? (sigillature, ponti termici: qui si decide metà del risultato)
Conclusione
Se vuoi davvero migliorare comfort e prestazioni della casa, i cassonetti non sono un dettaglio. In un intervento di riqualificazione energetica, il sistema Finestra + Cassonetto + Posa vale come un corpo unico. Risparmiare 200 euro sul cassonetto per poi spenderne 2000 in infissi triplo vetro non ha senso: il risultato sarà comunque freddo e rumore. La scelta tecnica dipenderà dai vincoli della situazione che si incontra, ma il principio non cambia: finestra e cassonetto devono lavorare insieme. Solo così si può dire addio agli spifferi e godere di una casa davvero efficiente.
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