Cassonetti per avvolgibili: meglio a vista o a scomparsa? Guida completa alla scelta

Se stai ristrutturando e pensi che cambiare solo le finestre basti per rendere la casa “efficiente”, devo darti una notizia scomoda: spesso non è così. In molte case con tapparelle, uno dei punti più critici non è l’infisso… ma il cassonetto.

Il cassonetto per avvolgibile può diventare una fonte di dispersione termica, spifferi e rumori. Se è debole, rischi di vanificare parte del lavoro fatto con le finestre, creando anche ponti termici (muffa e condensa). In questo articolo vediamo quali tipi esistono, pro/contro e come scegliere senza commettere errori.

Perché il cassonetto è così importante

Il cassonetto svolge due funzioni principali: ospita l’avvolgibile e dovrebbe contribuire a isolare dal punto di vista termico e acustico. Il problema è che molti cassonetti “vecchi” sono tra i punti più deboli dell’involucro.

👉 Regola d’oro: finestra e cassonetto devono essere “allineati” come prestazioni. Se installi un infisso ad elevate prestazioni termo-acustiche ma lasci sopra un cassonetto che "spiffera", crei un ponte termico. L'umidità interna della casa andrà a condensare proprio lì, nel punto più freddo (il cassonetto o il muro circostante), creando muffe difficili da eliminare e soprattutto dannose per la salute.

Tipologie di cassonetto: a vista e a scomparsa

1) Cassonetti a vista

Sono quelli “classici” visibili dall’interno. In genere possono essere realizzati in:

  • PVC (molto diffuso);
  • Legno (estetico e comune);
  • Alluminio (più raro: spesso costoso e meno “caldo” come resa estetica).

Di solito sono apprezzati perché si installano senza opere murarie importanti e sono facili da ispezionare (spesso frontalmente).

Esempio di cassonetto "esterno" in PVC

Variante “a vista ma integrata”: cassonetti in EPS effetto intonaco

Se non ti piace vedere lo "scatolotto", esistono moderne soluzioni in EPS (polistirene) effetto intonaco. Sono cassonetti esterni che vengono rasati e tinteggiati come il muro: rimangono a vista, ma si mimetizzano perfettamente con la parete. Il risultato è un effetto visivo più “pulito”, spesso scelto quando si vuole un design continuo ma il “vero scomparsa” non è praticabile.

2) Cassonetti a scomparsa (monoblocchi)

Sono cassonetti nascosti nello spessore della muratura e gestiti tramite un controtelaio (monoblocco). Possono essere realizzati in EPS oppure in XPS (polistirene estruso), più compatto e generalmente più performante dal punto di vista termico.

Esempio di monoblocco coibentato

L’ispezione avviene solitamente dal basso (attraverso un celino rimovibile) o tramite un tappo a filo muro tinteggiabile. Se non è possibile, si può prevedere un coperchio interno a filo muro per mantenere l’effetto “scomparsa”. In genere questa soluzione può offrire migliore tenuta all’aria rispetto al cassonetto tradizionale.

👉 Attenzione però: lo “scomparsa” non è sempre realizzabile. Serve spazio e spesso comporta opere murarie più invasive (situazione da valutare in cantiere).

Quando il cassonetto a scomparsa può essere complicato

Molti clienti chiedono il cassonetto a scomparsa, ma non sempre è tecnicamente fattibile o conveniente. Ecco gli ostacoli tipici:

  • Mancanza di spazio: se sopra la finestra c'è un architrave in cemento armato (la trave che regge il muro), non si può "scavare" per inserire il cassonetto.
  • Muri troppo sottili: il monoblocco richiede una certa profondità.
  • Costi e opere murarie: installare un monoblocco a scomparsa richiede l'intervento del muratore, demolizioni e smaltimento macerie. È perfetto se stai ristrutturando "a fondo" tutta la casa, meno indicato se vuoi solo sostituire gli infissi in una casa abitata.

Tabella riassuntiva (pro/contro)

Tipologia ✅ Pro ⚠️ Contro
A vista Prezzo spesso contenuto
Facilità di ispezione e manutenzione
Installazione senza interventi murari importanti
Design meno “pulito” rispetto allo scomparsa
Maggiore permeabilità all’aria (se non ben progettato/posato)
A scomparsa (monoblocco) Design (cassonetto nascosto)
Prestazioni termiche potenzialmente elevate
Migliore tenuta all’aria rispetto a molte soluzioni tradizionali
Non sempre attuabile in ristrutturazione
Opere murarie necessarie
Ispezione/manutenzione talvolta meno immediata

Come scegliere bene (checklist veloce)

  • Che prestazioni ha il cassonetto? (tenuta all’aria e isolamento: chiedi dati/certificazioni, non “a sensazione”)
  • È compatibile con la finestra? (evita squilibri: infisso ottimo + cassonetto scarso)
  • Come si ispeziona? (frontale, inferiore, a filo muro… e quanto è pratico davvero)
  • Che lavori servono? (serve muratura? controtelaio/monoblocco? tempistiche e costi)
  • Come viene gestita la posa? (sigillature, ponti termici: qui si decide metà del risultato)

Conclusione

Se vuoi davvero migliorare comfort e prestazioni della casa, i cassonetti non sono un dettaglio. In un intervento di riqualificazione energetica, il sistema Finestra + Cassonetto + Posa vale come un corpo unico. Risparmiare 200 euro sul cassonetto per poi spenderne 2000 in infissi triplo vetro non ha senso: il risultato sarà comunque freddo e rumore. La scelta tecnica dipenderà dai vincoli della situazione che si incontra, ma il principio non cambia: finestra e cassonetto devono lavorare insieme. Solo così si può dire addio agli spifferi e godere di una casa davvero efficiente.

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